Le finalità della Fondazione Marri – S. Umiltà: lo sviluppo integrale della persona al centro - Accanto agli studenti

25 Novembre 2020
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I docenti e il personale educativo in formazione permanente orientano il proprio sguardo sugli studenti a partire da quattro pilastri fondamentali: l’educazione integrale, l’utilizzo responsabile delle tecnologie, lo sviluppo di un pensiero critico e l’educazione al senso della vita e al rispetto dell’uomo. Per fare questo gli insegnanti si impegnano a guidare gli alunni in un percorso che favorisce il superamento del protagonismo individualistico, privilegiando invece la solidarietà, l’aiuto del debole e la partecipazione responsabile, valorizzando le eccellenze e sostenendo le debolezze. La scuola inoltre riconosce nell’incontro tra diverse culture un valore aggiunto nel promuovere la presa di coscienza delle proprie radici culturali e il rispetto per le altre.

Un altro punto fondamentale è quello che riguarda lo sviluppo del pensiero critico: infatti, in una società ricca di stimoli, è difficile orientarsi senza condizionamenti che limitino la libertà personale. Per questo motivo, la scuola si impegna a creare un ambiente in cui i giovani possano sviluppare una capacità critica e un sistema di valori che li portino a essere autonomi nelle loro decisioni. In questo senso, è sicuramente importante aiutare gli alunni a prendere consapevolezza che i mezzi tecnologici non sono sempre e solo positivi ma possono creare anche disuguaglianze e ingiustizie: è fondamentale quindi far sì che i giovani si approccino in maniera consapevole a questi mezzi. Quello che la scuola si pone come obiettivo finale è dunque aiutare la persona a sviluppare un’attitudine alla ricerca di senso, alla scoperta del mistero del proprio essere e della realtà che lo circonda, a vedere la vita come vocazione, vivendo con l’altro e per l’altro. La Fondazione Marri – S. Umiltà crede che in ogni persona ci siano, in germe, quelle potenzialità che, debitamente coltivate, produrranno i beni della vita personale e collettiva.

Contenuto ripreso da Buonsenso@Faenza