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10 Marzo 2021

Scegliere i giusti educatori al quale affidare i propri figli nei primi anni di vita non è mai semplice. Raccontare l’esperienza dell’Asilo Nido della Fondazione Marri-S.Umiltà è un modo per presentare la nostra azione educativa e i principi sui quali si basa. 

Su cosa si basa la proposta pedagogica dell’Asilo Nido

Il nido è uno “strumento” educativo necessario a tutti i genitori che vogliono garantire al bambino una costante presenza formativa anche in loro assenza. Il progetto pedagogico dedica particolare attenzione all’autonomia socio-affettiva, corporea, educativa che riconosce nel gioco il principale mezzo d’approccio e di comunicazione.

Grande importanza viene attribuita alla storia personale di ciascun bambino e alla presenza dell’adulto che si offre come riferimento costante di attenzione e di ascolto. Viene poi favorita la sicurezza affettiva del bimbo al nido, considerata il fondamento del suo benessere e di ogni suo apprendimento in collettività.

Il nostro Asilo Nido in tre parole: dinamico, dialogato e curioso

I nostri percorsi per l’infanzia sono dinamici, nella gestione degli spazi, delle proposte ai bambini e alle famiglie, nel ridefinire il progetto  educativo in base alle necessità del gruppo dei bambini; dialogati, in continuo ascolto delle famiglie , dei bambini , del territorio in cui vivono e all’interno del collegio delle educatrici; curiosi, dell’ambiente circostante, della natura e della città, per avere spunti di scoperta per la crescita di ogni bambino.

La giornata tipo di un bimbo/bimba all’interno dell’Asilo Nido della Fondazione Marri S.Umiltà

La giornata dei bambini al nido mette al centro le routines, che sono rassicuranti e danno certezze, riducono l’ansia e favoriscono l’apprendimento e una modalità partecipativa più consapevole. Dopo l’accoglienza, fino alle 9, vi sono semplici momenti vissuti, ma importanti: il bagno, la frutta, il chi c’è chi non c’è, la lettura. Dalle 10 alle 11 attività, laboratori, giochi liberi e guidati, uscite in giardino e in città. Poi arriva il momento del bagno e del pranzo. Alle 12,30 le uscite intermedie e per chi resta , la nanna. Dalle 14,45 ci si alza , bagno e merenda con l’uscita dalle 15,30.

Dialogo con le famiglie: un approccio orientato alla collaborazione

La collaborazione con le famiglie è fondamentale, come la fiducia reciproca sempre nel rispetto dei ruoli. Il Coordinatore pedagogico e le educatrici, oltre che per fornire informazioni giornaliere sui bimbi, sono sempre a disposizione per occasioni di incontro e confronto con le famiglie. Nel corso dell’anno vi sono vari momenti per condividere le progettazioni e gli obiettivi educativi e di crescita, dai colloqui alle assemblee, dai laboratori alle feste. Ogni giorno poi, attraverso il canale Telegram, vengono documentati momenti di vita del gruppo dei bambini.

 

 


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10 Marzo 2021

Asili Nido e Scuole dell’Infanzia condividono una figura professionale che ha un ruolo essenziale nella progettazione educativa della scuola. Parliamo del Pedagogista, un esperto dei processi educativi, formativi e di apprendimento e punto di riferimento dell’agire delle maestre.

Abbiamo chiesto a Giuseppe Dalle Fabbriche, coordinatore pedagogico di Asilo Nido e Scuola dell’Infanzia della Fondazione Marri – S.Umiltà di presentare la sua figura e di raccontarci di che cosa si occupa.

Qual è il ruolo del pedagogista all’interno di un Asilo Nido?

Osservare, riflettere e costruire insieme alle educatrici il percorso di crescita per ogni bambino, rimanendo sempre in contatto e in ascolto delle famiglie. Ciò si concretizza nella ricerca di spazi, metodologie, progetti, e organizzazione, anche del personale, per offrire tranquillità e fiducia ai genitori e benessere ai bambini.

Uno degli aspetti curato dal Pedagogista è la formazione degli educatori: perché è essenziale rimanere aggiornati?

La formazione permanente del personale del nido è un dovere, oltre che un’opportunità di crescita costante per lavorare meglio e “stare meglio” con i bambini. La formazione permette di riflettere, produrre cambiamenti nei modi di pensare e agire. Offre spunti e idee per migliorare sempre e valorizzare le proprie competenze. Per questo sia attraverso il comune, il territorio e la Fondazione stessa, vengono affrontati corsi su varie tematiche: la documentazione, gli spazi, l’apprendimento e il gioco, l’autismo, i disturbi del linguaggio, oltre ai corsi di pronto soccorso e sicurezza.

Ci racconti un ricordo particolare della tua esperienza come pedagogista della Fondazione Marri – S.Umiltà?

Quando una famiglia intraprende il cammino all’interno di un Nido, deve considerare un movimento di emozioni da saper gestire. Soprattutto nell’inserimento del proprio bimbo, che genera ansia per il distacco.

Tanti episodi ricordo legati a questi momenti, anche quest’anno.

In particolare l’esperienza di una mamma che ha inserito il suo bimbo, di 2 anni al nido. Bimbo che aveva trascorso il suo tempo sempre con i genitori e i nonni. Quando, dopo qualche giorno, la mamma doveva salutare e lasciare il bimbo in braccio alle educatrice, il bimbo strillava, si dimenava, ci volevano diversi minuti prima che smettesse dopo che la mamma se ne era andata.

Così una mattina sono stato presente anch’io all’accoglienza, e la scena si è ripetuta. Ho chiesto alla mamma di seguirmi per parlare un attimo e lì ho notato oltre alle lacrime che scendevano sul viso della donna, una rigidità del corpo e del volto. Tutta l’ansia veniva trasmessa al figlio che sicuramente vedeva nel distacco anche la paura di un pericolo, visto la reazione della mamma. Rassicurandola , spigandole come agire , come comportarsi, pochi giorni dopo gli effetti positivi sul bambino erano lampanti.