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30 Dicembre 2021

In Borgo a Faenza, in vicolo Sant’Antonino 4 nei locali della parrocchia c’è una succursale del nostro istituto: la scuola Sacro Cuore. Si tratta di un asilo nido e una scuola dell’Infanzia fondata oltre cento anni fa,  da sedici anni parte della Fondazione Marri-S.Umiltà. Annalisa Bartolotti e Marina Zoli sono le due maestre che curano la didattica dei bimbi nella fascia 3-5 anni.

Da quanto tempo esiste la scuola di S.Antonino, in Borgo a Faenza, e da quali necessità è nata?

La Scuola dell’Infanzia “S.Antonino” nasce nel lontano 1906, come ricreatorio festivo.  Curiosità è che fu inaugurata il 26 agosto con la benedizione di Papa Pio X: questo per dire dell’importanza che sempre ha avuto questa struttura come presidio educativo nel territorio del Borgo. Durante la Prima Guerra Mondiale divenne un asilo per i profughi di guerra e solo terminato il conflitto tornò ad essere ricreatorio. Poi, in seguito, la struttura è diventata un Asilo Infantile gestito dalla comunità parrocchiale. Nell’anno scolastico 2000/01 venne riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione Scuola Materna Paritaria e pochi anni più tardi, nel 2004/2005 è entrata a far parte della Fondazione Marri- S.Umiltà.

Chi cura la didattica e quali tipo di attività si svolgono?

Sulla sezione sono presenti due insegnanti e due assistenti, a cui si affiancano settimanalmente gli specialisti di Inglese, Motoria, Musica ed Atelier e per l’ultimo anno le maestre della scuola primaria per il laboratorio di pregrafismo. Vi è poi un coordinatore pedagogico, una coordinatrice didattica e una consulente psico-educativa.

La scuola ha una sezione eterogenea:cosa significa?

Attualmente la scuola dell’infanzia è formata da un’unica sezione eterogenea, con 22 bambini dai 3 ai 6 anni. Questo significa che i bambini di età diverse vivono assieme la giornata. E’ una proposta non scontata in cui crediamo e che presenta diversi aspetti educativi.

Per far capire cosa significa educare in una classe eterogenea può essere utile ricordare le esperienze vissute nei cortili quando i genitori erano piccoli e che la maggior parte delle persone ricorda come un momento positivo della propria infanzia. Lì si incontravano bambini di età differenti, si creavano ruoli diversi a seconda della diversa maturità, con una forte spinta all’autonomia personale e alla capacità di crescere in relazione con “il diverso”. Inoltre, era un’ottima occasione di avere “fratelli e sorelle maggiori” per chi era figlio unico.

La classe eterogenea richiama questo genere di esperienza: il rapporto tra i piccoli e grandi è prezioso e questi ultimi diventano i primi maestri dei piccoli. Inoltre gli inserimenti sono più veloci, perchè i bimbi di 3 anni vedono i grandi tranquilli e sicuri in un ambiente che conoscono.

Infine, un ultimo aspetto positivo, è che è difficile che anche i bimbi più timidi rimangano isolati, perchè in una sezione eterogenea puoi fare amicizia con bimbi di età diverse, la classe è dinamica e, quindi, e ci sono quindi più input e opportunità relazionali.

Vi è inoltre una sezione di micronido, bambini dai 12 ai 36 mesi, con posti privati e posti convenzionati con il comune.

Da quali ambienti è composta la scuola?

La scuola si trova in Borgo, in Vicolo S.Antonino n. 4, nei locali predisposti dalla parrocchia: una preziosa collaborazione con questa realtà della diocesi che ringraziamo e con cui da anni condividiamo la missione educativa. La sede comprende un grande giardino, una salone, 2 sezioni e 1 dormitorio/ spazio atelier, il refettorio, e la sezione nido.

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Cosa significa essere una scuola per un territorio come il Borgo?

Significa innanzitutto sviluppare una progettualità educativa condivisa a servizio delle famiglie di questo quartiere e in sinergia con le realtà già presenti. Oltre al legame con la parrocchia,  prima della pandemia avevamo avviato alcune attività in collaborazione con il rione Borgo Durbecco: la scuola di sbandieratori è musici è venuta a fare alcuni spettacoli  durante la festa di fine anno. In ugual maniera abbiamo partecipato alla Festa di S. Lazzaro, un momento intenso di gioco e comunità con i nostri bimbi e tutta la popolazione del Borgo. Questo legame con il territorio è importante e vogliamo perseguirlo non appena le condizioni sanitarie ce lo permetteranno.

 

Per maggiori informazioni sulle rette della scuola e sulle modalità di iscrizioni visita la pagina dedicata


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15 Dicembre 2021

La scuola ha un compito centrale nella vita dei bambini sin dalla primissima infanzia. Che cosa significa educare i più giovani nei loro primi anni di vita? Insieme a Giuseppe Dalle Fabbriche, il nostro coordinatore pedagogico della scuola Marri-Sant’Umiltà di Faenza vogliamo approfondire l’importanza della progettazione educativa, anche e soprattutto in questi tempi di pandemia.

Che cosa significa educare bambini piccoli che hanno da 0 a 6 anni?

Significa aver cura di loro, saper cogliere le loro necessità e aspettative con delicatezza e attenzione, con capacità di ascolto e sguardi di premura, con passione e fermezza, perché tutti possano trovare il  bene, la loro strada e possano avere motivazioni valide per crescere nell’autostima, nella consapevolezza di tutte le proprie potenzialità, affrontando la realtà con speranza e fiducia in sé stessi e nella comunità.

Il coordinatore pedagogico progetta i percorsi di Nido e Materna, come avviene?

Il mestiere di coordinatore pedagogico è un lavoro di confronto e relazione con le maestre dell’infanzia, le educatrici nido e  le famiglie in cui metto in gioco il mio desiderio di scoperta e di sperimentazione, ma anche la mia capacità di organizzazione per costruire rapporti, ambienti ed esperienze che possano, a seguito di  un’attenta osservazione e progettazione, stimolare e accompagnare il cammino di crescita dei bambini.

Cosa ha lasciato la pandemia nei bambini e com’è cambiato il compito educativo degli adulti nei loro confronti?

In questi mesi di inserimento, soprattutto al nido, abbiamo notato la fatica a superare i momenti di crisi dovuti al distacco dai genitori o dai nonni e ci siamo resi conto che sono i bimbi concepiti e nati durante questo periodo di pandemia, vissuti a stretto contatto quotidiano con le famiglie.  Presentano anche  difficoltà maggiori nella relazione con gli altri bimbi. questa osservazione è uscita anche nel confronto tra coordinatori pedagogici della Provincia ed emergono anche dagli osservatori nazionali. Stiamo al loro fianco, ogni giorno, proprio per aiutarli a superare quanto osservato fornendogli i giusti strumenti, sempre in dialogo con la famiglia.

Come stare al fianco degli educatori e insegnanti in questo periodo?

Come scuole Marri-S.Umiltà di Faenza abbiamo offerto agli insegnanti corsi di formazione sulla gestione dell’ansia e delle paure in questo periodo di pandemia, proprio perché per il personale educativo è stato ed è fondamentale trasmettere  tranquillità e possedere competenza nella gestione delle paure dei bambini e dell’ansia dei genitori.

 

Per maggiori informazioni su Asilo Nido e Scuola Materna contattaci tramite il nostro form